Vacanze in barca a vela ai Caraibi e in Grecia

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Las Aves



Gio, 13 Agosto 2009

…riprendo a scrivere da Cayo de Agua, solo che sono passati sei mesi…sei mesi molto duri, sei mesi molto difficili nei quali il pensiero di Papayaga ai tropici sembrava quasi un miraggio. Riprendo a scrivere da Cayo de Agua anche perché in questi quindici giorni precedenti non sono riuscito a scrollarmi di dosso la tensione accumulata e nonostante mi trovassi negli stessi posti dove ho navigato a gennaio, non sono riuscito a ritrovare le stesse emozioni…ma da un po' di giorni, forse, timidamente si sta ripetendo il miracolo: lo spettacolo della natura sta per avere il sopravvento. Non bisogna far niente, solo rimanere delle ore a guardare i pellicani che pescano i pesciolini intrappolati dalla bassa marea tra i coralli…guardarli mentre si fanno rubare i pesciolini di bocca da altri uccelli più agili e veloci…guardare i pesciolini cadere dopo la colluttazione in aria e finire in bocca ai pesci più grandi...un circo che si ripete per ore con una velocità impressionante e con un numero di partecipanti da rimanere a bocca aperta…è tutto così lontano da bollette, banche e traffico che piano piano si spostano i parametri e magicamente si ritrova l’equilibrio, il “balance” tra il sistema emotivo e il sistema razionale. È per questo miracolo che, ogni volta, ritorno in Italia quando ho una gran voglia di lavorare e fare le mie cose, e ogni volta che vengo qui da Papayaga è perché queste stesse cose mi sembrano determinare problemi insormontabili…come dice Conrad, un olandese che vive qui da “troppi” anni…”ci vuole un balance…se il tuo unico problema nella vita è far funzionare una fottuta pompa di sentina o un maledetto alternatore (eppure cose importantissime in una barca) alla lunga finisci per impazzire!” ...ma a me in questo momento serve da morire potermi arrovellare il cervello per risolvere questi mille meravigliosi stupidi problemi che una barca offre sempre. …a proposito di problemi, è finito il barracuda pescato ieri e quindi devo andare a mettere la nassa per procurarmi il pranzo di domani…ci siamo…GODO..!!!


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Ven, 14 Agosto 2009

Nella nassa c’erano più pesci del necessario quindi li ho ributtati in acqua, pensando a cosa avrebbe detto mio figlio Pietro...siamo solo io e Mariagiulia e due bei pescioni al forno sono più che sufficienti per rinfrancare il morale. È da un paio di giorni che anche Mariagiulia ha abbandonato i ritmi cittadini e sembra essere entrata nel “caribe”…ci siamo fatti coccolare dall’atmosfera incantata di Dos Mosquises, dalla gentilezza del guardiano del centro di allevamento di tartarughe e dal paesaggio indimenticabile…siamo rimasti in quell’isola per più tempo del previsto senza nemmeno accorgercene. Ora a Cayo de Agua siamo ancorati vicino a due barche, una belga e una australiana, e così passiamo la giornata tra un aperitivo sulla barca degli australiani e una birretta su Papayaga, tra una nuotata con la maschera in mezzo ai pesci della barriera e una passeggiata sulla spiaggia bianchissima…non si fa nulla…CHE BELLO !!!


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Sab, 15 Agosto 2009

Alle 9.00 di mattina salutiamo Cayo de Agua e facciamo vela per Las Aves, due atolli disabitati ad ovest di Los Roques. È un momento importante, si scopre una nuova terra…finalmente vado a vedere come sono fatti questi due atolli tanto decantati e soprattutto la sete di miglia di Papayaga è finalmente appagata…per l’occasione tiro su lo spinnaker che non usavo dai tempi della traversata atlantica. Sono poche miglia e arriviamo nel presto pomeriggio con la luce appena dietro le spalle…no, non è come mi ero immaginato, Las Aves de Barlovento ha una parte tutta verde di mangrovie giganti dove si annidano una quantità di uccelli mai vista prima. Mettiamo subito il tender in acqua ed andiamo dentro questa fitta vegetazione attraverso canali di acqua bassa e salmastra…sembra di essere nel Rio delle Amazzoni, gli uccelli dai loro nidi ci guardano senza aver paura…è bellissimo…festeggiamo il nuovo atollo con una minestra di patate e cipolle… QUANTO MI PIACE LA MINESTRA IN BARCA…!!!


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Dom, 16 Agosto 2009

Andiamo in esplorazione col tender,ci spingiamo fino al reef foraneo…qualche chiacchierata con equipaggi incontrati altrove…ed è subito sera…


Lun, 17 Agosto 2009

Ci spostiamo di ancoraggio e andiamo sempre all’interno di Aves de Barlovento ma in una parte con coralli, spiagge bianche e acqua più invitante. Ci seguono Joule, la barca degli australiani e Narid dei ragazzi belgi. Da queste parti fa molto piacere condividere gli ancoraggi con altre barche, ti senti più sicuro e poi si moltiplicano le occasioni di drink e cenette varie…questa sera per esempio siamo tutti al ristorante italiano “Papayaga” dove Mary prepara dei normalissimi spaghetti al tonno che a loro sono sembrati una delizia…(!!?) In questo periodo le aragoste hanno le uova e non è permesso pescarle…quindi se vogliamo trovarle a gennaio quando la Papayaga ritornerà da queste parti, non ci resta che accarezzargli le antenne, giocarci un po' e poi lasciarle in pace dove sono…e sono tante…!!! Oggi però il mio istinto primordiale si è scatenato su delle triglie di sabbia…mi vergogno un po' perché è vietato pescare col fucile ma sono stato attento a non sparare sui coralli e poi ne ho prese solo 5 che abbiamo subito passato nella farina e fritte…il posto è davvero bello, sperduto e incantato, il caribe mi sta entrando nei pori della pelle.


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Mar, 18 Agosto 2009

Oggi ci spostiamo a Las Aves de Sotavento, altro atollo disabitato dove c’è solo una piccola guarnigione di polizia di frontiera. Di solito queste frontiere, ancorché sperdute, mi mettono un po' di agitazione ma avevo letto nel libro di Sergio Albeggiani che l’autorità era costituita (20 anni fa) da un ragazzo poco più che ventenne e da sua moglie entrambi felicissimi di vedere qualcuno…e così appena ho visto dei ragazzi uscire dal campetto di calcio e indossare un berretto della guardia costas mi sono sentito subito a mio agio. Mai formalità più veloci e tranquille…le pratiche si sono svolte sotto un ombrellone di palme da cocco in piena spiaggia, qualche cane che scorrazzava e un paesaggio da film di Folco Quilici, inoltre ho lasciato Mariagiulia fare da “interprete” anche per gli equipaggi di Joule e Narid col risultato che in 10 minuti hanno chiesto ad ognuno cose diverse ed erano visibilmente confusi anche perché i loro turni, mi spiegavano, sono di 40 giorni nell’isola e 40 giorni a Caracas…e non facevano che ripetere che Mariagiulia sembrava una ragazza venezuelana, que linda…insomma, possiamo rimanere quanto ci pare e andare dove ci pare, lasciamo loro un pacchetto di sigarette e siamo sicuri che anche a gennaio quando ripasseremo da Las Aves si ricorderanno di noi…lasciamo quasi a malincuore questo posto ed andiamo ad ancorare a Isla larga che in spagnolo significa isola lunga (!?), è una delle isolette che sono all’interno di questo atollo, un anello con un acqua azzurra che fa impressione, io lo avevo guardato da google earth ma devo dire che dal vivo si rimane senza parole…


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Mer, 19 Agosto 2009

Un altro motivo per cui è piacevole incontrare barche in giro per il mondo è che ognuna ha una sua storia anche se alcune sembrano storie di altri pianeti…in Australia per fare il giro del mondo in barca a vela basta andare dal capo e dire: ”Capo, io torno fra 4 anni perché vado in giro per il mondo”, e la risposta di solito è: “Che bello…ma mi raccomando torna…” e non è tutto, il primo anno c’è lo stipendio pieno e poi a scalare…insomma, si fa fatica a credere a certe storie perché in Italia è a dir poco impensabile…una cosa simile però non succede solo nella lontana Australia ma, apprendo, anche nella europea Belgio, certo con qualche complicazione in più ma il fatto è che questi ragazzi che abbiamo conosciuto hanno per 4 anni i contributi pagati e la certezza di ritrovare il loro lavoro una volta tornati...e non sanno neanche se tornare un giorno o no…!!! Si è vero, viva l’Italia ma mi rendo conto che noi siamo in guerra a confronto…poi ci sono le storie tipo Yogi e Maria Teresa, un tedesco che ha abbandonato tutto, si è sposato una venezuelana e vivono da anni in giro per i Caraibi facendo qualche charter qua e là e con non so che cavolo di altro ma certo è che fa impressione sentire dire: ”L’anno scorso siamo stati un anno a San Blas ora dopo sei mesi passati in Venezuela faremo dei charter a Bonarie poi ci avvieremo in Colombia dove passeremo il Natale, poi a gennaio, forse, torneremo a Panama ecc..ecc..” …anche a me è venuta voglia di andare a San Blas all’appuntamento del primo dell’anno rinunciando a Los Roques, solo che nel frattempo sarò a Roma mentre queste persone se la godono tra i mercatini di Cartagena e le spiagge di San Blas. Siamo al solito discorso dell’equilibrio, purtroppo, o per fortuna, il giro del mondo di Papayaga si fa, almeno per adesso, a tappe; una storia in equilibrio tra il concreto e il sogno, costruire per poi volare e questo, almeno finora, mi ha fatto aumentare il godimento…certo, se penso a quanto sarebbe bello rimanere al caribe per altri 6 mesi….ma per ora mi devo solo far tornare la voglia di lavorare poi si vedrà…


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Gio, 20 Agosto 2009

Da quando sono arrivato mi sveglio all’alba, faccio una nuotata fino alla spiaggia e resto come un ebete delle ore…capita, come questa mattina, che Yogi scenda a terra pure lui col suo cane…poi dopo qualche ora Maria Teresa e dopo un po’ anche Mariagiulia e si fanno non so come le due del pomeriggio a chiacchierare mentre le mani accarezzano la sabbia bianchissima formando ripetutamente gli stessi disegni…(!?) Di corsa decidiamo di prendere i gommoni e andare a vedere la barriera corallina che delimita l’atollo…mentre il gommone vola su questa sfiammata di azzurro interrotto solo da banchi di corallo mi sento nuovamente un bimbo alle giostre, mi guardo intorno e penso a quando guardavo su google earth la stessa distesa di acqua trasparente e mi sembra di osservarmi dall’alto…ci buttiamo in acqua ed è il solito acquario con i soliti barracuda enormi che ormai abbiamo imparato ad ignorare…al ritorno facciamo sosta su uno di questi isolotti minuscoli dove si vede una capanna di pescatori…andiamo a chiedere delle aragoste per stasera….ci accoglie Tomaso, un papero da guardia che fa morire dal ridere, è la loro mascotte e sembra la zia zitella che detta legge e si incazza con tutti…ci danno una aragosta a testa ad una cifra irrisoria e passiamo con loro tutto il pomeriggio fino all’imbrunire. Sono molto contento di aver conosciuto queste isole e questa gente che è tutt’altro che violenta e dedita alla pirateria, sono contento di aver vinto i timori ed essermi fatto trascinare da Papayaga fin qui…un mondo lontano e affascinante che non so quanto ancora potrà resistere perché la violenza in questo paese è un problema crescente e gli avvenimenti politici non fanno certo ben sperare. Per festeggiare la partenza da Las Aves cena con aragoste e maionese ma la maionese è andata a male…!!! Vabbè cena con aragoste e ruhm.... Nella notte mi scopro a ragionare su quali migliorie devo fare per quando attraverserò Panama…mi faccio il calcolo degli ampere che consumo e quanti pannelli solari in più devo mettere…penso a cosa sostituire e cosa aggiustare…è piacevolissimo e mi sembrano tutte cose di primaria importanza anche se già so che nelle strade di Roma mi faranno sorridere…


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Ven, 21 Agosto 2009

…cosa è il caribe? una serie di posti esotici? una atmosfera? La vera essenza del caribe si capisce perfettamente quando si passa dalle isole del Venezuela e si arriva a Bonarie dove ci si ritrova tutti alla birreria del porto a bere e a mangiare carne alla brace…tutti gli equipaggi delle barche incontrate lungo il viaggio, alcune solo intraviste da lontano in qualche ancoraggio sperduto, altre addirittura incontrate anni prima ma tutti, comunque, a festeggiare non so che…di sicuro sembriamo tutti contenti di vederci finalmente al tavolo di un ristorante a raccontare storie ed aneddoti…perfino io che prediligo sicuramente gli atolli sperduti del Venezuela mi lascio trascinare tra una birra e un ristorante ascoltando storie di tutti i tipi e consigli per le rotte future e l’incredibile è che mi piace da morire…il resto del tempo passa veloce, si visitano le varie barche, ci si scambia consigli sul dissalatore piuttosto che sul pannello solare…è veramente un mondo a parte…è il caribe!!! E a me….è tornata la voglia di lavorare…il miracolo è compiuto, non resta che portare Papayaga a Curacao fra una settimana, lì potrà riposare fino a Natale e poi si vedrà…in fondo anche al palio di Siena non è il fantino che conta ma il cavallo e Papayaga, cavallo di razza, oltre ad essere la più bella dei Caraibi (in ogni posto la vengono ad ammirare) continua il suo inesorabile cammino verso ovest ed è sempre più sicura del fatto suo…il GPS segna 6450 miglia percorse da Anzio…


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to be continued...


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